COMMON GROUND
Biennale di Architettura – Venezia

 


 

VIDEO OLIVETTI


VIDEO MADE IN ITALY

 

Il 29 agosto si è aperta a Venezia la nuova Biennale di architettura 2012 dal titolo “Common Ground”. All’interno del padiglione Italia ci sono anche due miei lavori.

Questa avventura è iniziata nel maggio scorso dopo la telefonata dell’architetto Rosario Pavia che mi invitava a far parte del grande gruppo capitanato da Luca Zevi, curatore del progetto Italiano. Il titolo del padiglione Italia è: Le Quattro Stagioni, Architetture del Made in Italy da Adriano Olivetti alla Green Economy.

Lavorare con queste persone è stata un’esperienza molto intensa. Sono stata lasciata libera di esprimermi, hanno avuto una grande fiducia nelle mie capacità creative.

Con l’aiuto della redazione di Limes e soprattutto di Fabrizio Maronta e Federico D’Agostino, abbiamo raccolto molti dati per cercare di fotografare l’Italia del Made in Italy e anche l’Italia della ricerca e dello sviluppo e delle università.

Tutto il lavoro cartografico è stato poi diviso in due video, il primo video è dedicato a Adriano Olivetti, il secondo al Made in Italy.

Il primo video si apre e si chiude con una frase di Adriano Olivetti e poggia su un mio disegno astratto poi sporcato con impronte della mano.
L’immagine seguente del video si apre con un pallino giallo che rappresenta l’individuo.
Il disegno che si snoda subito dopo raccoglie tutti gli elementi necessari all’evoluzione socio-culturale espressa nell’idea della comunità concreta olivettiana, destinata a culminare nello Stato federato.
Poi un rapido accenno al numero di facoltà universitarie presenti in Italia nel 1963 e nel 2009 all’evoluzione negativa dei finanziamenti pubblici alla ricerca e allo sviluppo.
L’Italia a pallini che si trova sotto i dati delle facoltà universitarie rappresenta le aree più urbanizzate del nostro paese.
L’Italia della spesa per la ricerca e lo sviluppo è per metà grande e festosa, mentre l’altra metà, quella di oggi, ristretta e mediocre, priva di fantasia perché priva della spinta a rigenerarsi.
Il video si chiude con una seconda frase di Adriano Olivetti: “Noi crediamo profondamente alla virtù rivoluzionaria della cultura che dà all’uomo il suo vero potere e la sua vera espressione.”

Il secondo video raffigura il settore del Made in Italy. Si apre con le stesse modalità del primo, solo che la frase appartiene a Carlo Collodi ed è tratta da Il gatto con gli stivali. Dedicata ai giovani del nostro paese che si è quasi dimenticato di lasciar loro un’occasione per partecipare attivamente alla crescita dell’Italia.

Il disegno che si snoda subito dopo è un omaggio alle aziende italiane che nonostante le grandi difficoltà del momento, lavorano aprendosi al territorio circostante mettendo a disposizione strutture e attrezzature.

Ho utilizzato porzioni di architetture e parti di prodotti di aziende presenti nel padiglione Italia. Tutto inizia da una lampada iGuzzini. Al posto del fascio di luce comincia la linea del progetto della Catina Nuova Marchesi Antinori realizzato dallo studio Archea Associati, a seguire una porzione dell’interno dell’azienda Solimene dell’architetto Paolo Soleri.

In equilibrio una donna vestita di vari colori per ricordare la moda italiana e un’enorme goccia in rappresentanza della la produzione di vini italiani, che si rompe sul tetto del nuovo laboratorio di ricerca di Italcementi iLab (Richard Meier & Partners Architects).

Uno scalatore simboleggia l’azienda di abbigliamento sportivo Salewa e si arrampica su un dettaglio della produzione Matteograssi.

Spirali e mezzelune per ricordare la ricerca. Il tetto rosso di Chilometro Rosso si fonde con un tipico disegno dell’azienda Solimene. Nella parte centrale ma un po’ sulla destra c’è un ingranaggio di fantasia e subito dopo una porzione dell’edificio Bentini di Faenza. In chiusura un albero fotovoltaico.

Le carte che seguono sono dedicate ai flussi dell’export italiano in Europa e nel mondo, senza dimenticare le nostre radici mediterranee.

La penultima immagine (L’export di alcune province del Made in Italy a confronto con l’export di alcuni Paesi del Mediterraneo) è un grafico ispirato ai disegni di Rodčenko e Kandinskij artisti molto importanti per la mia formazione.

L’ultima immagine è dedicata al disastro del terremoto del maggio 2012 che ha gravemente colpito l’Emilia Romagna. Molte aziende del Made in Italy hanno subito perdite in vite umane e danni alle strutture produttive.

Osservando questi dati mi sembra di scoprire un’Italia attiva e creativa, capace di competere ad alti livelli. Ma forse soffriamo di un certo senso di inferiorità, sicché non abbiamo la forza di credere nella nostra energia e lasciamo che parlino male di noi, aggiungendo, appena possibile, una dose di autocritica.